Guida Verde

Suggerimenti per la cura del verde
Video didattici per migliorare l’uso degli strumenti agricoli
Calendario lavori e documentazione utile

In questa sezione del sito condividiamo con i nostri clienti e visitatori alcuni suggerimenti per la cura del verde.

Ecco di seguito l'ultima guida inserita, per le precedenti guide, schede e documenti da scaricare e video didattici seleziona l'argomento di interesse dal pannello a sinistra.

 

 

La coltivazione degli alberi da frutto

Premesso che coltivare e allevare alberi e piante da frutto è di certo un’arte che richiede sapienza, passione e soprattutto pazienza, ma rimane una pratica anche alla portata di tutti, ecco quindi alcuni consigli per chi volesse cimentarsi in tale mondo!

Impianto

Andiamo per ordine: è sicuramente fondamentale la scelta della varietà, ma non vanno trascurati fattori come la salute della pianta (è importante controllare che l’innesto e i rami principali siano senza ferite), la sua vigoria e la sua forma (i rami devono essere il più possibile equidistanti permettendo uno sviluppo armonico). Tutti questi sono elementi determinanti per la coltivazione.
La scelta della varietà è sicuramente importante per il tipo di prodotto che si vuole ottenere, scegliere quindi varietà resistenti alle malattie se vengono poste in ambienti umidi o ombreggiati.
A questo punto altro fattore importantissimo è la scelta del periodo di impianto. I mesi più indicati sono ottobre e novembre dopo la caduta delle foglie, oppure tra fine febbraio e inizio aprile passate le gelate invernali. Consigliamo di non ritardare troppo rischiando di compromettere la radicazione, infatti l’eccessivo caldo predispone la pianta, già stressata dal trapianto, a non radicare correttamente.
Solitamente le piante da frutto amano un terreno neutro ma questo cambia da varietà a varietà. Sono preferibili terreni fertili e con buona esposizione al sole. Lasciare spazio dalle altre colture o piante antagoniste in modo che non ci sia competitività per gli elementi nutritivi. La buca deve essere profonda circa 50-60cm, e larga 80-90 e sul fondo va messo uno strato di 3 cm circa di stallatico o di un altro concime organico. Per non lasciare che le radici siano a contatto con la sostanza organica, va messo uno strato di terriccio biologico.
Consigliamo di utilizzare la Leonardite, un ottimo prodotto per migliorare la fertilità e soprattutto la radicazione. A questo punto collochiamo la pianta e rincalziamo con il terriccio biologico senza coprire l’innesto. La terra va pressata bene in modo da non far defluire l’acqua troppo facilmente, a questo punto bagnare abbondantemente 20-30 lt di acqua! Una pianta da frutto viene considerata adulta e in regime di produzione a 4-5 anni di età. Le piante acquistate in zolla hanno solitamente 2 o 3 anni. L’importante nella prima fase è tener conto di due fattori: la concimazione e la potatura.

Concimazione

È sostanzialmente un procedimento obbligatorio se si vuole ottenere una frutta di buona pezzatura e con le caratteristiche proprietà organolettiche. Esistono molteplici tipologie di concime in base alle nostre prospettive ed esigenze: biologico o di sintesi, complesso o semplice, universale o specifico. Il concime deve essere abbondantemente azotato nei primi mesi di vegetazione (fornendo in parte azoto nitrico a pronto rilascio e in parte ammoniacale o ureico a lento rilascio). Consigliamo almeno i tre principali apporti in primavera, in estate e in autunno seguendo le dosi consigliate in etichetta. Nei mesi che prevedono la maturazione dei frutti si può intervenire con dosi aggiuntive di potassio e fosforo (ad assorbimento fogliare o radicale) per migliorare il gusto e la colorazione del frutto.
Le piante hanno bisogno in misura diversa di tutti i microelementi. Esistono in commercio comodi integratori miscelati, in particolare il boro è fondamentale per la fase di maturazione del frutto. Il magnesio e lo zinco intervengono sulla fotosintesi.
Il ferro (meglio se chelato) previene la clorosi ferrica (ingiallimento fogliare).

Potatura

Intervenire meccanicamente tagliando i rami è importante per definire la forma futura delle nostre piante. Esistono molti tipi di attrezzi da utilizzare in base alle necessità. Consigliamo di affilare e sterilizzare le lame per ottenere tagli netti ed evitare la trasmissione da pianta a pianta di eventuali malattie di origine virale. Solitamente sui frutteti si preferiscono forbici o troncarami a taglio battente oppure seghetti a mano per diametri maggiori.
Cercheremo ora di spiegare a grandi linee come potare i principali alberi da frutto: pomacee e drupacee. Di norma si interviene verso febbraio tagliando i rami vecchi, secchi o danneggiati. È importante sfoltire la zona centrale per far penetrare più luce e aumentare il riciclo d’aria lasciando intatti i rami produttivi. Eliminare quelli orientati verso l’interno e i ricacci verticali, che vanno ad incrociarsi con altri rami e quelli che crescono paralleli e troppo ravvicinati.
Ogni varietà produce su rami diversi. Esistono 3 tipologie di gemme: a legno, a fiore o miste. Le prime danno origine ai rami, le seconde ai fiori, le terze ad un ramo che termina con una gemma a fiore. Conoscerle e differenziarle significa capire quali rami stiamo trattando. In seguito ad una potatura di diametro superiore ai 2 -3 cm si consiglia di spugnare il taglio con una soluzione a base di rame per sterilizzare e quindi di coprire la superficie con mastice per innesti che evita l’insediamento di microorganismi e di spore funginee. Esistono in commercio mastici molto comodi da usare perché in confezioni già addizionate con il rame.

Il melo tende a crescere verso l’alto. La potatura quindi ne terrà conto per evitare che la pianta si alzi troppo e diminuisca la produzione nella fascia basale. È bene effettuare tagli di riporto (o di ritorno) al primo ramo misto utile per rinnovare la vegetazione. Ecco due esempi nelle seguenti fig. 01 e 02:

fig. 01Fig. 01: Esempio di taglio di ritorno

fig. 02Fig. 02: Esempio di potatura del Melo

Nel melo i rami produttivi sono tre: lamburde fiorifere (fig. 03: rametti corti 2 cm che presentano una gemma a fiore all’apice), il brindillo (fig. 04: un ramo esile che presenta una gemma mista all’apice), il ramo misto (che termina con una gemma legno ma presenta gemme miste lungo l’asse).
Eliminare i rami vecchi, rinnovare la vegetazione con tagli di ritorno sui rami utili e diradare la vegetazione sfoltendola sono quindi le pratiche standard per questa pianta.

fig. 03Fig. 03: Lamburda

fig. 04Fig. 04: Brindillo

Anche nel pero è utile evitare che i rami produttivi si sviluppino troppo in lunghezza perché, come il melo, tende a crescere verso l’alto. In questa pianta la potatura è però più complessa perché cambia spesso da varietà a varietà. In generale, man mano che il ramo invecchia sono necessari tagli sempre più vigorosi. Le gemme non sono tutte fertili, conviene quindi aspettare che si gonfino per distinguerle: più sono vicine all’astone maggiore sarà la capacità di fruttificazione. Distinguiamo i rami da tagliare a seconda dell’età del ramo sui quali sono innestati. Solitamente su rami di 1 anno la vegetazione è improduttiva quindi si cimano lasciandone alcuni tra quelli più vicini al tronco (con lunghezze appropriate: 10-20 cm minimo). Sui rami di 2 anni spesso si formano lamburde che spesso devono essere diradate per evitare troppa produzione. Sui rami di 3 anni solitamente si effettuano tagli di ritorno per rinnovare la vegetazione. I rami di 4 anni vanno eliminati.

fig. 05Fig. 05: Gemme e astone

Nel pesco il principio base è quello di lasciare sempre una gemma apicale e diradare i rami sottostanti lasciandoli a lisca di pesce. Cosi facendo la pianta raggiunge l’altezza giusta. A questo punto si cercherà di eliminare i rami vecchi e quelli che crescono in maniera verticale per evitare incroci di rami perché ostacolano il passaggio di luce, lo sviluppo di rami utili e i futuri interventi di gestione della pianta.

fig. 06Fig. 06: Esempio di potatura del pesco

Il ciliegio va potato poco e in maniera accurata. Distinguiamo diverse modalità di potatura in base all’età della pianta. Nel primo anno è sufficiente togliere i fiori e accorciare i rami periferici. Dal secondo anno si tagliano i rami nuovi (quelli formati nel primo anno) sotto la prima gemma e si cimano di circa 10 – 15 cm quelli potati l’anno precedente. Nel terzo e quarto anno si potano leggermente i rami guida (quelli che costituiscono l’impalcatura generale) e si accorciano i periferici. Queste potature si effettuano nei mesi di fine primavera-inizio estate e prendono anche il nome di potatura verde. Dalla quinta stagione, la potatura (che diventa potatura di produzione) viene eseguita in autunno, prestando attenzione ad evitare le gelate. Si utilizza la tecnica del taglio di ritorno (già spiegata nella potatura del melo), rinnovando la vegetazione ed evitando di creare monconi ovvero cercando di potare i rami in modo netto e leggermente inclinato rispetto al ramo principale (Fig. 07).

fig. 07Fig. 07: Esempio di taglio corretto

Il ciliegio ha il vantaggio di produrre su tutti i rami (le gemme produttive sul ciliegio si chiamano mazzetti di maggio, che sono gruppi di 4-5 gemme a fiore più una a legno Fig. 08). Come per tutti gli altri alberi è necessario eliminare i rami secchi e quelli che costituiscono intralcio allo sviluppo armonico della vegetazione. Consigliamo inoltre di evitare tagli grossi che espongono la pianta a malattie e infezioni (il ciliegio tende a reagire producendo una quantità esagerata di resina e gomma, indebolendosi).

fig. 08Fig. 08: Esempio di mazzetto di maggio

Nell’albicocco lo scheletro della pianta è costituito in genere da 4 rami principali. La potatura di mantenimento consiste nell’eliminare i rami secchi, improduttivi e quelli che sono d’ostacolo ala produzione. Si eseguono inoltre i tagli di ritorno per rinnovare la vegetazione produttiva. La curvatura dei rami misti è una pratica di potatura utile solo nelle varietà a crescita assurgente (dominanza di crescita verso l’alto). Consiste nel curvare i rami principali per ridurre la spinta vegetativa. Così facendo la linfa ristagna in maniera omogenea lungo il ramo evitando uno svuotamento della produzione nella zona basale della pianta. L’albicocco cicatrizza con difficoltà, evitare quindi tagli drastici ove possibile.

Nel susino esistono due tipi di varietà: il susino europeo che fruttifica per la maggior parte sui mazzetti di maggio e il susino cinogiapponese che fruttifica tendenzialmente sui rami misti. Nel susino europeo è indispensabile intervenire con tagli che stimolino la formazione di un buon numero di mazzetti di maggio e contemporaneamente favoriscano il loro mantenimento (tagli di ritorno). I mazzetti di maggio sono più presenti sui rami più grossi e vigorosi, pertanto il rinnovo della vegetazione è piuttosto lento: periodicamente bisogna eliminare i rami vecchi per favorire il ringiovanimento della chioma.

Trattamenti

Ogni albero da frutto, per poter raggiungere una soddisfacente produzione ha bisogno di cure, concimazioni, potature e trattamenti per difendersi dalle avversità. Proponiamo due diverse filosofie di lotta fitosanitaria:

  1. con prodotti di sintesi
  2. biologica integrata.

Per quanto riguarda la lotta di sintesi vi suggeriamo di consultare il nostro Calendario trattamenti antiparassitari frutteti dove vengono considerati prodotti da utilizzare per uso hobbistico seguendo sempre le istruzioni riportate in etichetta.

Preferiamo invece approfondire maggiormente gli aspetti della lotta biologica in quanto più complessa, sicuramente meno conosciuta ma a nostro avviso più ricca di aspetti interessanti e attuali. Per facilitare la consultazione vi invitiamo a scaricare il PDF della nostra Scheda di intervento biologico - fitosanitario per alberi da frutto. Tutti i prodotti inseriti nella scheda sono al 100% di origine e lavorazione naturale (principi attivi e conformulanti). I dosaggi sono da considerarsi per 10 lt di soluzione.

SCHEDA DI INTERVENTO FITOSANITARIO
CON PRODOTTI BIOLOGICI PER ALBERI DA FRUTTO
   
Novembre / Dicembre (dopo caduta foglie)
OLIO BIANCO BIOLOGICO 300ml contro le cocciniglie e insetti svernanti
PIRETRO NATURALE 15 ml disinfetta e cicatrizza le ferite del fusto
   
Gennaio
SOLFATO FERROSO 100gr irrorare contro cocciniglie e insetti svernanti + ottimo disinfettante
RAME+ZOLFO 140 ml per malattie funginee quali bolla del pesco, monilia, tichiolatura, corineo, cancri rameali, batteriosi, oidio
   
Febbraio (ingrossamento delle gemme)
OLIO BIANCO BIOLOGICO 300ml contro le cocciniglie e insetti svernanti
PIRETRO NATURALE 16ml fungicida ad ampio spettro
   
Marzo (pre fioritura - nelle drupacee in post fioritura)
PROPOLI 15-20gr Stimolante dell' invaiatura
NEEM 20-30ml efficace con insetti con apparato masticatore e succhiatore
   
Aprile (dopo fioritura con foglie sviluppate)
NOBIL 150/200 ml
(max 2 trattamenti)
insetticida nelle prime fasi di infestazione, inibitore per l'oidio (intervenire alla fase di nemadi o nifee)
QUASSIA, ORTICA,
AGLIO o SILICASTO
DI POTASSIO
irrorare bene le foglie per renderle poco appetibili (miscelabile con rame) utilizzare anche ogni settimana nei momenti di minore pericolosità
PIRETRO NATURALE 15-16ml in caso di grosse infestazioni
EQUISETO 40gr stimola l'attività biologica della pianta e sviluppa le difese verso tutte le crittogame
   
Estate (ad intervalli di 15 gg, fino a raccolta)
PIRETRO NATURALE 15 ml
BACILLUS TURIGENSIS 8gr
contro mosca della frutta, afidi, tignole, tripidi, tentredini, metcalfa contro larve di lepidotteri
RAME METALLO 40ml contro tichiolatura, monilia, corineo, cancri rameali, batteriosi

 

Lo sapevate che...

Le coccinelle sono insetti molto utili: antagonisti naturali di afidi e cocciniglie fin dallo stadio larvale. È nostra premura consigliarvi di istallare delle semplici casette per coccinelle per stimolare una vera e propria colonia domestica che proteggerà i vostri frutteti. Ci sono una serie di piante che attirano questo insetto, eccole qui di seguito riportate:

  • Tarassaco
    Conoscete già molte delle proprietà di questa pianta, ma forse non vi aspettavate che potesse attirare anche le coccinelle!
  • Tagete
    Le coccinelle adorano i fiori gialli di questa pianta! Basterà un solo cespuglio.
  • Ortica
    Non solo è un antiparassitario naturale, ma riesce anche ad attirare le coccinelle
  • Girasole
    Anche questo è un fiore giallo, che attira in maniera preponderante moltissime coccinelle!

Giardinieri non si nasce

Nella premessa abbiamo detto che coltivare un albero da frutto è una pratica alla portata di tutti... ma non tutti nascono con il pollice verde e quindi non abbiate paura di sbagliare poiché l’esperienza in questo, come in tutti i campi, cresce anche con gli errori. Per chi è alle prime armi, l’aiuto o un semplice consiglio di un bravo giardiniere può essere utile e soprattutto tranquillizzante. Il nostro consiglio è comunque quello di non perdere la curiosità di provare più prodotti e tecniche di coltivazione.
Giardinieri non si nasce... ma si diventa.